La maestra Yazawa

Vorrei parlare di una delle autrici a me più care in assoluto: Ai Yazawa, mangaka di fama mondiale.

Mi viene subito in mente la sigla della serie animata tratta da un suo fumetto: Cortili del Cuore.
Ma negli ultimi anni è più probabile che si conosca tramite Nana, forse uno dei fenomeni maggiori dell’animazione e dei fumetti giapponesi assieme a Naruto, Death Note e pochi altri.

Relativamente più in sordina sono stati pubblicati anche Paradise Kiss, seguito di Cortili del Cuore (Gokinjo Monogatari), Ultimi raggi di luna (Kagen no tsuki) e Non sono un angelo (Tenshi nanka ja nai). Non ricordo se in Italia esistono altri suoi lavori tradotti. Ma in questo numerosi siti possono venire in aiuto.

E’ una mangaka che si rivolge soprattutto ad un pubblico adolescente e di giovani adulti,  e che nelle proprie storie non disegna personaggi puramente sognatori, ma ragazzi che si impegnano sacrificando tempo, amicizie, amori e svaghi per realizzare i propri sogni. Ragazzi e ragazze che cambiano, che scelgono di cambiare, o che drammaticamente restano impigliati nei propri meccanismi autodistruttivi.

Appassionata di moda, cura particolarmente il vestiario dei suoi personaggi, e se alle volte la marca degli abiti è inventata, come nel caso della Happy Berry altre invece è reale, come per Vivienne Westwood.

La Happy Berry è la marca che crea per il suo personaggio Mikako Koda, protagonista di Gokinjo Monogatari, un marchio che i lettori vedono nascere, sperimentare e piano piano salire al successo assieme all’eroina.

Il marchio viene anche citato più volte nella serie di ParaKiss, che pur ambientato nello stesso Istituto d’Arte di Cortili, tratta le vicende di Yukari, aspirante modella.
Molti dei personaggi di questa serie sono in realtà già apparsi precedentemente o sono figli dei protagonisti in Cortili del Cuore.
Ma se l’eroina dall’incredibile talento era Mikako, in questa serie c’è il genio capriccioso di Joji (o meglio George).

Personalmente trovo entrambe le serie valide. C’è una differenza profonda nel tipo di personaggi.
Mikako e i suoi amici erano più piccoli di Miwako (sua sorella minore) e il suo gruppo, il prestigio della scuola era diverso, e c’è anche una differenza generazionale. Sono persone diverse con gusti e modi di fare diversi. Sostanzialmente è un seguito molto autonomo, che non ripropone le vicende di Cortili, pur condividendone l’ambientazione. Anzi trovo molto intelligente l’aver scelto come protagonisti della serie la coppia principale Joji-Yukari, “new entries” nell’universo dello Yaza.

Serie totalmente diversa, e molto più drammatica, è invece Nana.
La storia parte dall’incontro di due ragazze ventenni che per una serie di coincidenze si ritrovano a vivere assieme a Tokyo. La curiosità, che da il nome anche all’opera, è che entrambe si chiamano Nana.
Al momento causa problemi di salute della mangaka, la serie è stata sospesa, ma sembra che all’inizio di quest’anno sia ricominciata la pubblicazione di alcune tavole disegnate dall’autrice, che ormai era in pausa dal 2010.
In Nana la vicenda è più legata al mondo della musica che della moda, rispetto alle serie ambientate nell’istituto Yaza, ma ciò nonostante l’autrice include nei suoi disegni numerosi capi d’abbigliamento reali, e famosi. E’ in particolare Nana Osaki ad indossare accessori e abiti di Vivienne Westwood (ma è molto famoso anche l’accendino di Shin)

Non per questo l’attenzione sul vestiario rende superficiale il suo lavoro o i suoi personaggi.

In questo anche è maestra: nel far sì che questi personaggi possano essere anche giudicati dall’esterno in base al proprio aspetto, ma fra di loro, e nel loro intimo, sanno che è questione di gusto, e soprattutto di stare bene con sé stessi.

Può sembrare estremo, come nel caso di Isabella di ParaKiss, che è effettivamente un travestito, ma il suo travestirsi non viene visto come una devianza, quanto piuttosto come punto di arrivo di un percorso di accettazione verso sé stessi. Si potrebbe obbiettare che non è accettazione se ci si veste da donna rifiutando la propria identità mschile. Forse. Ma l’autrice non dice che è giusto quello, molto più semplicemente quel personaggio, Isabella, per la sua personalità, vita e altre circostanze, ha trovato la serenità in quel modo.

Dopo tutto è vero, non è neanche un problema di essere o meno omosessuali, chi non si è sentito almeno una volta a disagio nel proprio corpo? Alcuni vivono questo disagio in modo più pesante appartenendo ad un sesso di cui non si sentono parte.

La sessualità è un’altro elemento importante delle opere della maestra Yazawa, i suoi personaggi si incontrano e scontrano con i propri desideri anche sessuali. Sia legati all’amore che no. E anche in questo caso non viene posto un “modello”, ma vengono raccontate storie di individui diversi. Ad esempio, la situazione di Nana-Hachiko, è molto diversa da quella dell’altra Nana, come anche il modo di porsi di Miwako al proprio ragazzo è diverso da quello di Yukari.

Sono tutti individui distinti. E spesso i personaggi della Yazawa sono individui che cercano di definire la propria identità rispetto a sé stessi, e in relazione agli altri.
In questo Nana è esemplare. Il vortice di solitudine in cui i personaggi si spingono a causa di insicurezze, egoismo, amore, vergogna e via diceno, fanno sì che sia chiara la condizione in cui ci si può ritrovare anche circondati da migliaia di persone, restando comunque soli. Perché la solitudine è uno stato interiore, non oggettivo.

Raccontando storie che si svolgono in periodi di tempo medio lunghi inoltre, le situazioni che si trovano all’inizio di una storia si evolvono, cambiano, alle volte degenerano in scontri e rotture, altre invece divengono la base per quella che, pur se non raccontata, si intuisce che sarà un’amicizia, o una storia d’amore duratura e importante.

I personaggi di questi manga nonostante le apperenze non sono “quadrimenzionali” (assolutamente irreali e sopra le righe), ma neanche bidimensionali. Diventano invece molto reali, tridimensionali “come noi”. Possono avere momenti di quadrimenzionalità, ma non troppo diversamente da quello che capita anche nella vita “reale”.

Non ho ancora avuto modo di leggere Non sono un angelo e Ultimi raggi di luna, ma conosco a grandi linee la storia di entrambi.

Ultimi raggi di luna da ciò che ho capito è molto drammatico, trattando di Mizuki, che divenuta un fantasma viene aiutata a ritrovare la propria identità e il proprio amore.
Inoltre Ultimi raggi di luna è divenuto un film nel 2004, e il ruolo di Adam, coprotagonista della vicenda, è stato affidato ad Hyde dei L’Arc en Ciel. Come sempre il mondo è piccolo.

Non sono un angelo è in realtà la prima opera di successo della Yazawa in ordine cronologico. La vicenda è molto più leggera di Kagen no Tsuki, trattando le vicende scolastiche e amorose di Midori e Akira. Anche nell’idea della Yazawa questa storia precede/incrocia quella di Cortili del Cuore. Infatti uno dei personaggi di Non sono un angelo, Ken Nakagawa, viene spesso nominato in Cortili in quanto cantante di un gruppo di successo (i Mambo), e sosia di Tsutomu (coprotagonista di Cortili). Se ciò non bastasse a dare un riferimento spazio-temporale, il primo accessorio Happy Berry venduto viene acquistato al mercatino delle pulci proprio da Midori.

L’universo della Yazawa è quindi ampio e dettagliato, così da aver riscosso grande successo in tutto il mondo.
Negli anni oltre a Kagen no Tsuki anche Nana è stato trasposto sul grande schermo in due film (Nana e Nana 2), e più recentemente anche Paradise Kiss.

Di Cortili, Parakiss e Nana esistono anche delle serie animate, mentre Non sono un angelo è divenuto un corto animato di circa 30 minuti.
Mika Nakashima, cantante che gode di un discreto successo in Giappone, ha preso le vesti di Nana, e nel primo film cantava Glamorous Sky, composta da Hyde dei L’Arc en Ciel.

Personalmente la trovo un’autrice di grande valore e con il grande merito di raccontare storie che nascono dalla sua creatività, ma che vengono donate ai lettori per essere prima di tutto vissute e forse dopo giudicate, senza che sia lei a dare un giudizio di base, una “chiave di lettura”. E così c’è chi ama Hachiko (Nana Komatsu), come chi la odia, chi subisce il fascino di Joji, e chi di Arashi, ciascuno può scegliere a piacimento secondo i propri gusti, “credo” e personalità in questo ricco ventaglio di personaggi. Nessun personaggio delle sue serie è totalmente amato o odiato, nel giusto o nello sbagliato, cosicché non può essere giudicato universalmente in modo univoco.

Credo che pochi autori sappiano davvero scrivere per i lettori come la maestra Yazawa.
Se, come sembra, i suoi problemi di salute sono superati e si sente pronta a ricominciare gradualmente a disegnare, forse nei prossimi anni Nana troverà una conclusione. Per ora la notizia del 26 Marzo è che sul numero di Maggio di Coockie ci sarà un nuovo episodio di “La stanza di Junko”.

Links:

Trailer del film Ultimi raggi di luna (giapponese)
Trailer del film Nana (giapponese, sottotitoli in inglese)
Trailer del film Nana 2 (giapponese, sottotitoli in inglese)
Trailer del film Paradise Kiss (giapponese, sottotitoli in inglese)

Sito ufficiale del manga Nana (giapponese)

Ai Yazawa su Coockie, sample (Non dimenticarmi) (giapponese)
Pagina Wikipedia su Ai Yazawa (italiano)