Yoshiki e Hello Kitty

[ L’argomento omosessualità e idols è davvero molto delicato e continuo a cercare il modo migliore e più obbiettivo per scriverne.
Ergo il ritardo del secondo post a riguardo ]

Intanto il mondo kpop non si ferma e per certi versi nemmeno quel poco che ancora seguo di jrock.

Yoshiki.
Uomo, batterista, pianista, compositore che ho amato moltissimo, e in generale musicista che ho ammirato come nessuno prima, e che per questo continuo a seguire… perché.

Dopo Without You, dopo Jade, dopo tutta una (breve) serie di canzoni nuove su cui non mi pronuncio (posso solo dire che nel bene o nel male Born To Be Free è fra quelle che se inizio ad ascoltare mi perseguita per giorni), dopo il tema musicale per i Golden Globe dell’anno scorso… il tema musicale di Hello Kitty.

Lo so che ama Hello Kitty. Va bene.

Dopo tutti questi anni ormai ci si è abituati a Yoshikitty, anzi, avere avuto una collaborazione con la Sanrio per creare una versione di Hello Kitty personalizzata per certi versi è stato un onore, anche agli occhi di una fan come me.
Ma gli X JAPAN, sono stati il gruppo heavy metal giapponese ad avere avuto il successo maggiore in patria fra gli anni ’80 e ’90, e il fondatore, il volto, non è come spesso accade, il cantante (ToshI), bensì Yoshiki.

E be’… non riesco a conciliare l’immagine metallara di Yoshiki, quella che aveva quando l’ho conosciuto (musicalmente), con questa che augura ohayoshiki, parla di panda, vampiri e Yoshikitty, si fa selca (selfie) con le orecchie da gatto in testa e altri fanservice molto pop e giovanili, e che suona il tema musicale per Hello Kitty.
Cose che per carità fanno la fortuna di idol kpop, ma che appunto sono idol kpop e non icone del rock.

... Sto scrivendo in modo più duro di quello che pensavo all’inizio.

In realtà ciò che Yoshiki ha fatto come musicista in passato resta, e almeno parte del successo del gruppo è anche legato alla sua abilità nel fanservice anche allora.

Ciò che sta facendo negli ultimi anni forse si sta concentrando più sul fanservice che sulla musica, ed è un peccato, perché poi continua a rilasciare qualche perla qui e lì.

Forse lo stesso tema di Hello Kitty, che ancora non ho ascoltato.

Insomma, dopo mesi e mesi volevo sfogare questi pensieri.

Perché davvero ammiro quest’uomo, per ciò che ha vissuto e come lo ha trasformato in materiale su cui vivere e non morire, per ciò che la sua musica mi ha dato, le emozioni, le amicizie, lo stimolo a studiare e a conoscere la lingua giapponese, la cultura del Paese e la sua storia.

E alle volte ho come l”impressione che tutto questo diventare molto pop e kawaii, lo possa sminuire agli occhi di chi non lo conosce. Sì si circonda di nuove fans epoca Twilight, di fangirl, mi ci metto in mezzo, ma è ben più di un musicista giapponese x che parla in modo timido e indossa orecchie da gatto.
E quel più io ho ammirato e amato.
Quel più ha arricchito me, e migliaia di fans sparsi ovunque nel mondo. Quel più, come fan, spero che possa colpire ancora nuovi fans.

Anche perché di strada il suo sogno, gli X JAPAN, ne hanno fatta, e con un po’ di fortuna, stanno proseguendo.
Per ora un’altra tappa importante l’hanno segnata.

X JAPAN
11 Ottobre 2014
concerto al Madison Square Garden di New York

Non un sold out, è vero. Ma un concerto dignitoso lo stesso. Un concerto in sospeso da anni. Un concerto a cui in effetti avrei voluto andare.
Aspetto la prossima occasione. Sono anni che non partecipo all’ X Jump.

We are X!

Annunci

L’incontro: Yoshiki e i KISS

2 Aprile 1977 – KISS al Nippon Budokan

Al concerto del ’77 a Tokyo fra le decine di migliaia di persone presenti, c’erano anche Yoshiki Hayashi, allora undicenne, e sua madre.
Senza quel concerto non ci sarebbe forse uno dei gruppi rock giapponesi più famosi: gli X JAPAN.
Dopo aver visto quel concerto Yoshiki infatti decise di diventare una rock star.

null

Nel tempo Yoshiki ha effettivamente realizzato il suo sogno di grandezza, e gli X sono stati il primo gruppo rock giapponese a suonare al Tokyo Dome, a realizzare un Dome Tour, a conquistare la Oricon Chart, e sostanzialmente hanno portato allo sviluppo del visual kei.
Sebbene non siano stati nè i primi né i soli a fare rock, furono coloro che guadagnarono più visibilità.
Tutt’oggi gli X JAPAN restano uno dei gruppi di riferimento nel panorama jrock, ma anche un gruppo conosciuto all’estero sia da colleghi che da semplici estimatori del rock.
Al di là delle critiche, della storia recente e del gusto personale, gli X JAPAN sono un gruppo importante nella storia musicale giapponese moderna.

24 Ottobre 2013 – KISS al Nippon Budokan

36 anni dopo i KISS passano per l’ennesima volta in Giappone, suonano ancora al Nippon Budokan… ma questa volta Yoshiki è con loro nel backstage a scattare selca e varie foto ricordo, emozionato come un bambino.

null

E fa tenerezza pensare che nonostante tutti gli anni passati Yoshiki vicino ai KISS resta ancra quel ragazzino che ispirandosi a loro ha creato la propria leggenda.

Parliamo di sogni impossibili, ambizioni e volontà.
Si può criticare Yoshiki, ma di strada ne ha fatta. Musica ne ha scritta, e anche qualche sfizio da fanboy… se lo è tolto.

Amare un gruppo VS amare “il genere”

Oggi riflettevo sul fatto che non solo i fan, ma anche i management di gruppi coreani o giapponesi tendono a considerare non il singolo gruppo ma “il genere”: kpop, jrock, jpop, visual…

Domanda: se piace Nek si va a vedere Gigi d’Alessio perché è musica pop italiana?
Io credo di no. Possono piacere anche artisti molto diversi fra loro, ma se mi piace 1 artista pop italiano non è detto che IN AUTOMATICO amo tutta la musica italiana.
Posso apprezzare alcune cose di Lady Gaga senza dover necessariamente amare Miley Cyrus

Perché allora ci si aspetta che se ascolto, per esempio, i TVXQ, allora DEVO amare TUTTO il kpop?

O perché se ascolto i Gazette allora DEVO amare TUTTO il jrock?

Vero, ci sono gruppi che fanno pezzi molto simili, suonano o cantano generi affini perciò è assolutamente possibile che piacciano gruppi del genere. E dopotutto da esterna, soprattutto nel kpop spesso alle volte sembra difficile comprendere le differenze fra i gruppi.

Ma io non credo si possa rimanere stizziti se, ad esempio, un fan dei Dir en Grey

non ha alcun interesse ad andare a vedere gli An Cafè.

Come anche nel kpop, se uno è fan dei JYJ

perché dovrebbe andare a vedere i Big Bang?

Esistono persone a cui piacciono tutti e due, ma non credo sia una colpa non amare TUTTO il pop asiatico, come non lo dovrebbe essere stato per il jrock.

“Perché così vedono che c’è un interesse”. Ma gli diamo dei dati falsi. A me non interessa vedere CHIUNQUE, a me interessa un determinato gruppo.

L’operazione antipatica che si fa è ghettizzare i prodotti musicali asiatici.
Non è rock, non è pop.
E’ jrock, è jpop, è kpop, è mando-pop.
Certo sotto vari aspetti sono diversi dal pop americano, ma è pop. O, nel caso del rock, è rock.
Di sicuro è più facile capire di cosa parliamo, ma dal dare un nome per far capire di che genere si tratta, al considerare quei gruppi non per il valore dei singoli ma solo come nomi di un gruppo più ampio, credo sia ingiusto nei confronti sia degli idols che degli artisti.

Sto ancora riflettendo e tutto il post probabilmente nasce dal fatto che per me spendere almeno 100 euro per andare a vedere un gruppo per cui non ho alcun interesse, in nessun modo è accettabile.
Se voglio vedere i JYJ in Italia voglio vedere i JYJ non altri.
Sono stata a concerti di gruppi che ignoravo, ma intanto non si trattava di idols (i D’espairs Ray sono stati uno di questi gruppi), e soprattutto il costo era diverso.

Detto ciò continuerò a suddividere in kpop, jpop, jrock etc, ma anche ad ascoltare chi piace a me e a non fare di tutta l’erba un fascio.

Voci precedenti più vecchie