Questioni razziali – parte III

Il kpop non è nato dal niente.
Deriva ovviamente dal pop anni ’90, e come successo per il  jrock, i gruppi coreani hanno trovato una propria identità nel tempo, arrivando a quello che oggi è identificabile come kpop. Ma è il concetto di idol asiatico forse ciò che si distanzia dal modello occidentale.
Idol per nome, ma nei fatti lavoratore dello spettacolo sottoposto a ritmi massacranti, con privacy ridotta o annullata a seconda del grado di fama, introiti non esaltanti a seconda dei contratti, anzianità lavorativa, fama e agenzia di appartenenza.

Indubbiamente la SM ha iniziato a guidare la scena pop coreana in quegli anni, riuscendo a centrare diversi gruppi, la così detta prima generazione di idols: H.O.T., S.E.S., Shinhwa. Nonostante siano emersi contemporaneamente anche Turbo, Fin.K.L., Sechs Kies (grandi rivali degli H.O.T.), g.o.d. ed altri. Instaurando fin da allora il sistema di idols scelti dagli scout dell’agenzia e quindi preparati al debutto per anni con lezioni di ballo, canto, recitazione e presentazione radiotelevisiva.

[bonus]

Il kpop oggi è vario, pieno di gruppi tutti uguali ma diversi.
BTOB, GOT7, Block B, B2ST, BTS, VIXX, AOA, Red Velvet, A Pink, Miss A, Rainbow, etc. che riprendono via via Girls’ Generation, TVXQ (DB5K), Big Bang, 2PM, Se7en, BoA, Bi Rain… ossia gli idols di seconda generazione.

La questione razziale quando si parla di kpop è molto delicata.
La corea è un Paese diviso, com’è noto, in Nord e Sud, e la storia già prima della divisione è stata drammatica, con il Paese invaso e messo in ginocchio culturalmente, in momenti diversi, dalla Cina e dal Giappone. Se per esempio per anni si è cercato di tacere sulle origini di Miyavi (musicista giapponese), è perché in parte ha sangue coreano e Giappone e Corea hanno rapporti complessi.
Esistono diversi casi di personaggi dello spettacolo che si sono visti rifiutare il visto per entrare in Giappone a causa di dichiarazioni o battute ritenute offensive o politicamente inaccettabili per il Paese.
Se G-Dragon viene attaccato per la sua presunta relazione con la modella Mizuhara Kiko è perché lei viene additata come un’imperialista, che per alcuni è come dire nazista.

Ed erroneo o meno, la percezione è purtroppo quella, per alcuni.
Al tempo dell’invasione giapponese furono distrutti numerosi siti storici testimonianza dei reggenti coreani.
Con l’invasione cinese furono sostanzialmente costretti ad assumerne la scrittura (gli hanja), tanto che tutt’oggi la conoscenza dei caratteri cinesi da parte dei coreani dipende da quando hanno studiato, poiché in alcuni momenti riforme scolastiche avevano tolto il loro studio.

A noi occidentali vedere un gruppo in cui coesistono membri asiatici di paesi diversi non disturba, spesso non li distinguiamo, ma in realtà per i Paesi interessati non è così.

Sono noti i casi SM in cui alcuni membri cinesi sono tornati in Cina lamentando maltrattamenti e un trattamento diverso dai membri coreani, ma è successo anche verso altri ‘stranieri’.
Jay Park (Jaebom), ex leader dei 2PM sembra fosse molto osteggiato nel gruppo, e in generale guardando ai legami fra idols sembra che tendenzialmente fra agenzie diverse, restino in contatto o persone che si sono conosciute prima del debutto, o ‘stranieri’.

     

Noi vediamo ragazzi e ragazze asiatiche, ma persone come Henry, Kris, Jay Park, Hangeng e altri hanno subito uno shock nel confrontarsi con una cultura diversa dalla loro, in cui tra l’altro i rapporti junior senior sono molto marcati.
Come noi italiani ci differenziamo all’interno del Paese per provenienza regionale, ed europea dagli altri Paesi europei, così i sud coreani non sono genericamente asiatici, perché ognuno si distingue; e i ragazzi di Seoul sono cresciuti in modo diverso da quelli delle provincie etc. etc.

 

Leggo spesso di casi di americani e altri stranieri che si offendono per le battute e gli scherzi relativi al colore più scuro della pelle di alcuni idols quali Kai e Jackson, si lamentano in quanto risulta offensivo nei confronti delle persone di colore. In realtà è una forma di razzismo (più o meno giocosa) interna. Non sotto intende alcuna discriminazione verso afroamericani e co, per i coreani è semplicemente un’abitudine scherzosa.
Ormai molti fans sono a conoscenza di ciò, ma parte della comunità internazionale si sente comunque offesa dalla leggerezza con cui gruppi di fama internazionale continuano a scherzare sulla pelle ‘nera’, o semplicemente fraintendono lo scherzo.

Ma è la stessa ignoranza che ci porta a guardare un gruppo asiatico con etnia mista e accettarlo senza riconoscere chi è di dove, e puntare i piedi a prescindere di fronte ad occidentali che si affacciano nel loro showbiz.
Infatti trovo troppo leggero accomunare queste persone provenienti da Paesi con cultura, lingua e storia differenti, perché hanno tutti ‘gli occhi a mandorla’, quindi sono accettabili nel kpop e come idols.
Se le lacrime e i singhiozzi di Jackson nel rivedere i genitori possono dire qualcosa, è proprio che per loro non è uguale essere stranieri asiatici che lavorano in Corea ed essere coreani, magari di Seoul. Sentono invece la mancanza di famiglia, amici, odori, sapori e costumi del proprio paese d’origine.
Anche per questo non tutti resistono.

Penso sia importante rendersi conto delle differenze e delle difficoltà incontrate dagli idols stranieri, seppur di aspetto asiatico, che lavorano in Corea del Sud.
Allora, continuando a preferire, per un puro fatto visivo, un gruppo kpop composto solo da ragazz* asiatic*, senza interferenze occidentali, ci si può rendere conto che è un fatto banalmente ‘razzista’.

Tra l’altro dovrebbe essere stata proprio il 21 Marzo la giornata mondiale contro il razzismo, e rendersi conto che ciascuno di noi può trovarsi ad avere opinioni razziste, può essere effettivamente un passo avanti verso l’accettazione e coesistenza delle diversità etniche.

Questioni razziali – parte II

Chad Future è un ragazzo che sostiene di voler riempire quello spazio che separa kpop e pop occidentale, vorrebbe diventare il ponte fra i due mondi.
Questo il suo desiderio espresso in interviste. Viene comunque visto come un intruso da molti fans stranieri del kpop, poiché non coreano e in generale non di etnia asiatica.

Giochino. Trova gli stranieri non coreani in questo video pieno di celebrità sud coreane.

Si nota un occidentale, Brad dei Busker Busker.
Ma non è il solo in questo video: abbiamo anche Jackson dei GOT7, nato e cresciuto a Hong Kong. Jia delle Miss A, cinese.
Amber stessa, membro delle f(x), californiana di famiglia taiwanese. E per passare a coloro che sono nati e cresciuti all’estero da genitori di origine coreana abbiamo Aron dei Nu’est, e Park Joon Hyung dei g.o.d., entrambi provenienti dagli Stati Uniti, credo ci siano altri che non conosco.

‘Kpop sta per korean pop, gli occidentali come Chad Future non possono farne parte’.
Forse è vero.
Forse agli occhi dei fans stranieri avere degli idols kpop non asiatici può sembrare strano e spiacevole, forse è difficile anche avere una buona risposta del mercato interno. Eppure i Busker Busker con Brad sono diventati, contro ogni aspettativa, uno dei gruppi più amati. E in questi giorni per il terzo anno consecutivo sale in cima alle classifiche la loro canzone Peokkochending (Cherry Blossom Ending – La fine della fioritura dei ciliegi), divenuta evidentemente, sinonimo di primavera per molti coreani.

I Busker Busker effettivamente più che un gruppo di idols kpop, sono un gruppo musicale basato in corea e formato da due coreani e un americano, ora in hiatus apparente (lo scioglimento non è mai stato ufficializzato).

Quando diciamo che il kpop è coreano dimentichiamo tutti quegli stranieri asiatici che hanno fatto o fanno parte dei gruppi kpop sia maschili che femminili. Nickhun dei 2PM, il principe tailandese; Henry, canadese di Toronto nato da padre di Hong Kong e madre taiwanese; Victoria delle f(x), cinese; Zhoumi, Tao, Bam Bam, Fei, e molti altri. Tutti stranieri che hanno imparato e stanno imparando il coreano come seconda o terza lingua.
Il fattore linguistico non è indifferente. Se per uno straniero che conosce poco o niente il coreano sarà difficile riconoscere accenti stranieri o imperfezioni linguistiche, per i locali saranno evidenti errori, accento, e miglioramenti. Il livello di coreano sarà quindi un possibile elemento che influenzerà il gradimento e le simpatie.

Membri stranieri aiuteranno il gruppo all’estero a seconda delle nazioni visitate, oltre ad attirare l’attenzione dei media  e fans esteri.

Il kpop oggi non è solo coreano, ma è un fenomeno globale con epicentro in Asia.
Basta guardare clip tratte dallo show After School, presentato da Eric Nam, coadiuvato da Kevin (Ukiss), con ospiti Brad (Busker Busker), Amber (f(x)) e Peniel (BtoB), per rendersi conto di come quelli che apparentemente ci sembrano ragazzi asiatici (a parte Brad), forse coreani, sono persone che lavorano e vivono per lavoro in Corea, ma provengono da Stati Uniti e Canada.

E se pensiamo che il kpop sia estraneo al pop occidentale ci inganniamo.

 

Zico – Tough Cookie. Un testo inappropriato?

Perché la canzone del debutto solista di Zico, leader dei BLOCK B, giovanissimo idol/rapper sud coreano (22 anni), ha  alzato una polemica internazionale, anche fra i fans?

Perché nel testo viene usato il termine ‘fagg*t’ (minuto 2:59), dispregiativo per dire omosessuale, inteso in modo offensivo.
Perché nel video si vede su una giacca una bandiera degli Stati Confederali d’America, tutt’oggi visto come un simbolo della guerra di secessione, legato a razzismo e schiavitù.
Perché non si tratta di un rapper e basta, ma di un idol kpop, non importa quanto talentuoso come rapper.

Non è la prima volta che testi, video o gesti di idol kpop involontariamente offendono o indispettiscono culture straniere a causa di simboli o parole.

MTBD di CL (leader delle 2NE1, rapper), sembra includesse nella base un verso del Corano. Per la religione è considerato molto offensivo usare il testo sacro per intrattenimento in una canzone.
Il video di ‘Happiness’, Red Velvet, mostrava, trattandoli in modo superficiale e per certi versi ridicolo, riferimenti alla bomba di Hiroshima e all’11 Settembre.
Inoltre si potevano vedere sullo sfondo in alcuni punti dei giornali americani che chiamavano i giapponesi Japs, termine dispregiativo.

Sebbene sia probabile che le agenzie e gli idol non volessero offendere nessuno, è sostanzialmente certo che questi incidenti nascono dall’ignoranza e distrazione di chi si occupa di questi prodotti.

L’agenzia dei BLOCK B e di Zico, Seven Seasons, ha dichiarato di non aver avuto intenti offensivi, di non aver saputo il significato completo della parola f*****. Mi sembra strano, ma non vivo in Corea.
La frase non è leggera, e qui mi scuso, ma voglio scriverla per bene per capirne meglio l’effetto:
“You’re such a faggot bitch.” – “Stronzo sei proprio una checca”.

I rapper in tutto il mondo di solito usato termini simili e anche peggiori, ma bene o male Zico resta un idol rapper.
Inoltre ha chiaramente usato il termine senza capire ciò che significava e questo ha deluso parte della fandom.
Persino G-Dragon, ormai sempre preso di mira dopo lo scandalo per aver fumato una canna, e per essersi fatto una foto con la bandiera del sole nascente giapponese, per noi molto esotica e ‘giapponese’, per i coreani un simbolo fascista che ricorda l’oppressione dell’invasione giapponese, nei suoi testi è riuscito a evitare polemiche (polemica non evitata quando ha pubblicato una foto di un cuore ‘di cocaina’ con scritto Molly su Instagram).

La scena rap kpop non è quella americana, e questo ne è un esempio.

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