Il terremoto in Nepal


Ormai è noto il terremoto di 7,9 gradi su scala Richter, con epicentro a 15 km di profondità (ossia piuttosto superficiale e quindi molto dannoso, il terremoto del 2011 che ha colpito il Giappone aveva un grado 9 ed epicentro a 70 km di profondità), che ha colpito il Nepal questo Sabato.
Ormai si sa che i morti potrebbero essere oltre 10 000, e che includono persone di varie nazionalità, ma cosa è successo?

Il Nepal si trova sostanzialmente nel punto d’incontro fra due placche, quella indiana e quella euroasiatica, che si scontrarono milioni di anni fa portando alla formazione delle montagne fra cui spicca l’Everest.
Le conoscenze geologiche riconosciute* spiegano che la superficie terrestre è ancora in movimento, e questo provoca, a volte, soprattutto lungo le linee di incontro/scontro fra placche, terremoti, maremoti ed eruzioni vulcaniche (vedere la mappa e notare il rosso che copre l’intera superficie giapponese, la costa del Sud America, e l’arancione vivace in Italia).

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La placca indiana ogni anno avanza di circa 5 cm scivolando sotto la placca euroasiatica, provocando anche un alzarsi della catena montuosa dell’Himalaya, e Sabato, intorno al mezzogiorno locale, c’è stato un rilascio di energia accumulatasi in questo spostamento costante.

Il risultato è stato tragico, ci sono oltre 4000 morti accertati al momento, e oltre 7000 dispersi, un milione di sfollati oltre a più di 6 milioni e mezzo di persone colpite dal terremoto. Di questi si sono calcolati circa 2 milioni di bambini in stato di emergenza.
Kathmandu, capitale del Nepal, nonché città più popolosa dell’area, è stata gravemente colpita, e conta circa 2 milioni di abitanti.

Aiuti umanitari tramite personale fisico comoposto da medici, volontari, infermieri, da tutto il mondo sta giungendo sul posto, come anche sostegno economico.
10 milioni di dollari dagli Stati Uniti, 3 milioni dalla comunità europea, 3,3 milioni dalla Cina, 3 milioni dal Vaticano (CEI), 5 milioni di sterline dalla Gran Bretagna, ulteriori centinaia di migliaia di euro dall’Italia.
La pattinatriche Kim Yuna, ambasciatrice dell’UNICEF ha donato anche in questo caso circa 100 000 dollari (100 milioni di won) per aiutare i minori, come fatto anche in occasione del terremoto nelle Filippine (2013), e con le famiglie delle vittime del tragheto Sewol, affondato poco più di un anno fa.

Un pensiero alle vittime e alle loro famiglie.

* Ho recentemente scoperto la teoria della terra cava e del sole interno e be’… in breve non riconosce la tettonica delle placche, ma il resto della scienza non riconosce lei.

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Addio Choco…

Qualche settimana fa mi chiedevo proprio quanti anni avesse Choco, il cane di Eunhyuk, perché da che ricordo è stata parte della sua vita fin dal debutto, e quest’anno sono 10 anni per i Super Junior.

Ho scoperto oggi che aveva 14 anni. Molti per un cane.
E’ morta ieri, in mattinata, Eunhyuk l’ha fatto sapere via SNS.

Credo stesse male, qualche settimana fa aveva chiesto di pregare per lei che stava soffrendo.
Aveva un’età, ma perdere il proprio cane è un dolore, non c’è niente da fare.

Choco, così vitale anche nel video di un mese fa, mascotte del duo Donghae&Eunhyuk (aveva anche il vestitino con il logo), quasi un membro dei Super Junior come Heebum (il gatto di Heechul, anch’esso di una certa età), ora riposa.

Viveva con i genitori di Eunhyuk, ma non per questo Eunhyuk non l’ha tenuta con sé a lavoro, sui set, nei photoshoot per riviste, in interviste, nei backstage, alle prove, e ovviamente nel tempo libero.

Era con lui quando conduceva Sukira assieme a Leeteuk, era coccolata dalle ELF quando andava da Tous les jours senza di lui.

Un animale amato, affezionato davvero a Eunhyuk. A riprova che lui le è stato vicino negli anni, le ha voluto bene.

Come ha scritto Eunhyuk, chal ja Choco.

Alcune foto e un video per ricordare il loro legame.

   

Alzate le vostre coroncine!

O preparatevi a desiderarne una.

Sono tornati i Big Bang!

I Big Bang come gruppo mi interessano, solisti li adoro. G-Dragon e Taeyang in testa. E questo comeback lo aspettavo, dato che è il primo cui assisto da quando ho iniziato a seguire il loro leader,  G-Dragon.
Poi è emersa la questione di Tao e il mio cuore fangirl non è riuscito più a guardare uno stage dei 14 in cui gli EXO hanno vinto premi musicali per il loro comeback sapendo che Tao non è temporaneamente assente, ma forse/probabilmente/certamente definitivamente.

I concerti dei Big Bang a Seoul, (cui hanno assistito anche Donghae ed Eunhyuk dei Super Junior) mi ci volevano proprio. Come anche le nuove canzoni, così che la mia inner kpop fangirl ha avuto altro cui pensare.

Devo trovare fancam decenti delle canzoni nuove.
Nell’attesa…

… no. Perché si intravede Tao che saluta sullo sfondo a 00:58-1:02?!
Gli dei del kpop mi vogliono male oggi.

E comunque il loro comeback soffocherà tutti gli altri. Che mi piacciano o meno è irrilevante. Faranno uscire un singolo al mese fino alla fine dell’anno. I singoli andranno in cima alle classifiche, i MAMA quest’anno saranno loro. Potranno registrare meno vendite fisiche degli EXO, ma loro non avranno 20 versioni dell’album. E personalmente vedo questa scelta del comeback dilatato nel tempo singolo dopo singolo come una risposta ‘all’aggressività’ mediatica e discografica degli EXO.

Sono i re. Stanno tornando a reclamare la loro corona.

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