Ask di kpopItalia

Ogni volta che apro fb a ridosso di un evento promosso da kpop Italia ho la bacheca intasata dalle domande fatte via Ask.com e compatisco il team.

Fra alcune domande decenti, ce ne sono decine che fanno cadere le braccia. Qualche esempio?

Ma se mi accompagna mio padre deve pagare il biglietto?

Grande onore a coloro che rispondono sempre in modo civile. Molti quesiti posti potrebbero essere evitati.

Ma faccio in tempo a riprendere il treno (bus etc.)? Guarda gli orari, fatti due conti, parlane con la famiglia, amici, conoscenti, e decidi a che ora devi andartene assolutamente, anche qualora il gruppo stesse ancora suonando.

C’è il guardaroba? Chiedi al locale.

Ma se sono minuta e c’è tanta gente è pericoloso stare avanti? Sì. Ma poi solo l’esperienza può aiutarti. Sul serio. C’è chi fra emozione e caldo sviene e chi resiste. Se hai paura di sentirti male mettiti in una posizione diversa, non puoi affidarti a kpop Italia per  una questione delicata come la salute. Dipende dal pubblico, dal servizio d’ordine, dal tuo fisico. Dal caso. Vuoi solo la rassicurazione che fai bene a pensare che sia pericoloso, oppure la scusa per metterti davanti a dispetto del tuo timore iniziale.

Polemica sulle file. Se i posti sono in piedi chi entra prima si posiziona dove vuole, sotto al palco o in  fondo alla sala o in mezzo… E se i fan vogliono una fila ordinata non sta a kpopItalia organizzarla. Da quando ai concerti organizzatori e promoter danno i numeretti? Ma io non posso arrivare prima delle… e così mi ritroverò in fondo! Non riguarda l’organizzatore, né il promoter, né il gruppo. Non siamo al Tokyo Dome dove ti fanno entrare e uscire per settori e i posti (tutti a sedere) sono numerati. Ma anche allo Zepp, posti in piedi ma ingresso a scaglioni a seconda del numero sul biglietto.
Ma spiegare perché una gestione del genere non è pensabile (e dipende dai biglietti) è lungo da spiegare.

KpopItalia è un’associazione strana. Nata dai fan per i fan con al suo interno fan del kpop.
Un’iniziativa bellissima, di quelle che mettono in mostra la forza della passione e dell’incoscienza di quando si è giovani. Si parte così, quasi alla cieca e mano a mano si impara, si cresce, si struttura il proprio sogno e la passione fonda un lavoro vero e proprio.
Ma ha ancora quest’immagine quasi di mamma delle fandom kpop italiane. E mantiene tutt’oggi, seppure a fatica, una disponibilità materna nei confronti dei fan. Io non credo che sia più loro compito.
Sono promoter, co-organizzatori di eventi, hanno impegni lavorativi che non riguardano più la fandom, ma i management dei gruppi con cui lavorano.
Le scaramucce fra fandom e le insicurezze di chi non è mai andato a un concerto non rientrano, a mio parere, nelle loro competenze. Certo, possono e vogliono rispondere a tutti, ma non credo sia loro dovere.

Se non sai se portare o no la giacca perché non conosci il locale, contatta il locale o rischia, magari portando qualcosa che puoi legare in vita. Organizzati.
Ad esempio, se il locale ha un guardaroba, e tu lo sai, ma per il concerto resta chiuso, provocando disagio a tutti quelli che conoscendo il locale confidavano nel guardaroba, ALLORA c’è qualcosa che non ha funzionato nell’organizzazione. Lì puoi chiedere spiegazioni, perché qualcuno non ha pensato a quell’aspetto.
Fra i vari concerti a cui sono stata in pochi ho visto passare borracce d’acqua fresca. E penso siano passate soprattutto fra chi si trovava sotto al palco, dubito più indietro, pertanto stare sotto al palco è un rischio per chiunque se “si da di matto”. C’è chi sviene anche solo per l’emozione, e il rischio di gomitate e pestate di piedi è alto.

Molte domande indirizzate a kpopItalia mi sembrano poste da chi si affida totalmente alla loro mediazione e parere. Anche per scegliere che scarpe indossare.
Per questo penso siano strani. Sono cambiati da quando hanno iniziato, come organizzazione, ma sono rimasti un punto di riferimento forte per i fan, che si sentono in diritto di chiedere anche se pioverà il giorno del concerto e se quindi sarebbe meglio portare l’ombrello o no.

Certo sono forse loro i primi a non fare chiarezza sul loro ruolo nei confronti delle fandom, io mi chiedo solo se non sia il caso di ridefinire i vari ruoli, per il loro bene.

Nel frattempo, mossa da ammirazione per il lavoro che svolgono, pubblicità gratis:

Pagina FB di Kpop Italia

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