Corea del Sud – Libri

Dovrei terminare il post dell’altra volta e in realtà è gà scritto, ma per adesso preferisco postare questo.

Innanzitutto mi sembra che in Italia la Corea del Sud e forse più in generale la Corea, siano ignorate poco conosciute.

Non credo esistano guide del Paese in italiano. Ricordo alcuni anni fa di averne trovata una o due in inglese da Feltrinelli, e ho recentemente chiesto alla Lonely Planet se ne avessero pubblicata una, ma non ancora. In inglese esiste, ne sono piuttosto sicura.

La lingua idem. Esiste il corso della Hoepli in italiano. Basta. Per il resto ci si affida ai corsi in lingua inglese.
Dizionari? Meglio non parlarne. Ne esiste uno/due (il secondo non ricordo se fosse un miraggio), e quello che ho poi acquistato non mi piace molto perché è troppo sintetico. Solo parola (scritta tra l’altro a caratteri piccoli) e traduzione. Alcune hanno anche qualche “costrutto”, sul genere di “fine = … , alla fine= …”, ossia non fornisce alcun indizio sui contesti in cui la parola viene effettivamente usata e se quindi ne viene fatto un uso analogo a quello italiano.
Inoltre trovo veramente difficile se non impossibile trovare i verbi descrittivi dall’italiano al coreano…
In compenso il secondo che forse in fondo non era un miraggio, presentava la parte dal coreano all’italiano tutta in caratteri latini. Trascrizione del coreano. Orrore. Non oso immaginare di dover leggere una parola in coreano e poi dover capire come sul dizionario potrebbe essere trascritta per poterla cercare.

L’unico altro libricino di lingua coreana è un frasario, questa volta sì, della Lonely Planet se la vista non mi inganna. Il che mi fa chiedere ancora di più perché il frasario sì ma la guida no. Andare alla ventura in Corea del Sud.
Ma probabilmente è perché la Corea è ancora principalmente meta di businessmen, e non proprio di turisti.

La traduzione di autori coreani anche non mi sembra molto fortunata, ma in effetti non ho idea del panorama letterario coreano.
Ad ogni modo:

Neri Pozza (casa editrice), ha pubblicato Prenditi Cura di Lei di Shin Kyung Sook, e forse in futuro verranno pubblicati altri libri dell’autrice.
Partendo dalla scomparsa di una signora, madre di famiglia, nel libro le voci in prima persona dei suoi parenti cercano di ricostruire la sua vita per comprendere come si è arrivati a perderla.
L’ho letto.
E’ un romanzo delicato e commovente. La scrittura è semplice, diretta e ci fa scoprire un po’ quella che poteva essere la vita fuori da Seoul fino a non molto tempo fa. Fa vedere anche il contrasto netto fra campagna e città, anche in un Paese la cui immagine ormai si lega soprattutto alla tecnologia esportata in tutto il mondo.
Inoltre la vicenda umana alla base del racconto fa riflettere su quelli che sono i rapporti con la propria madre. Quanto conosciamo e capiamo questa persona che pure spesso si prende cura di noi per tutta la sua vita?
E siccome siamo tutti figli, indipendentemente dall’età fa riconsiderare il nostro rapporto con questa madre che abbiamo, o abbiamo avuto. E forse anche se non l’abbiamo avuta fa pensare come sono in realtà diversi dall’apparenza i rapporti anche nella più affettuosa delle famiglie.
Lo consiglio vivamente.

Obarrao edizioni è invece una casa editrice specializzata nella pubblicazione di letteratura orientale, e ha pubblicato vari lavori di autori piuttosto diversi fra loro.

Tempo fa ho letto La sciamana di Chatsil di Kim Tong-ni, e anche questo è un libro che consiglio.
Come in Prenditi cura di lei, troviamo la contrapposizione fra due mondi: quello tradizionale della sciamana e quello nuovo del figlio,convertito al cristianesimo. E leggiamo quanto forte sembri l’inconciliabilità dei due. L’incomprensione drammatica che nasce fra le generazioni proprio a causa di questa differenza sostanziale.
E la bellezza, accompagnata anche dallo spavento, del mondo più tradizionale, legato appunto a un’epoca e ad una sapienza antica.
Inoltre si vede il paradosso che questo stesso mondo ancestrale che appare così demoniaco e terribile a quello occidentale, è in realtà egualmente spaventato e sprezzante di quello nuovo.

Infine ho letto della stessa casa editrice la raccolta intitolata Enigmi coreani che include due romanzi brevi,  Il profeta e L’isola di Io, di Yi Ch’ongjun.
Devo dire di aver trovato soprattutto il primo un po’ inquietante, ma al tempo stesso piuttosto affascinante.
Ne Il profeta viene narrata la vicenda di questo profeta e del suo villaggio in cui a un certo punto vengono stravolte le convenzioni sociali, seppur solo dopo le 22 e solo nel locale chiamato Ape Regina. Ho trovato inquietante la trasformazione rapida dei frequentatori del locale e in generale la riflessione sul potere, la capacità di esercitare potere ma anche la sua instabilità.
L’Isola di Io mi è piaciuto più del profeta, anche se ancora più fosco. Ammetto di non aver mai letto Moby Dick, eppure la mia immagine del mare, delle sue tempeste e dei suoi misteri è molto legata ai quadri ispirati a quel libro. Ebbene mi è sembrato di ritrovarli in questo racconto, in cui la misteriosa isola di Io è al centro della ricerca postuma della verità dietro la scomparsa e probabile morte di un reporter dell’isola di Cheju. Quest’isola che tradizionalmente gli abitanti di Cheju do hanno identificato come l’isola dei morti, un luogo misterioso sospeso fra verità e leggenda, è appunto sullo sfondo, o meglio troneggia con la sua presenza invisibile, ma forte del potere dell’immaginazione, sulle vite di tutti gli abitanti del posto, e in realtà lascia un’impronta, credo, anche nella fantasia del lettore.

Ho anche un altro libro di racconti raccolti con il nome Che cosa ci fa un morto nell’ascensore, di Kim Young-Ha, ma ancora non l’ho letto.
Ma se l’autore de Il profeta e L’isola di Io ha vissuto a pieno la dominazione giapponese, il conflitto nord sud e l’intromissione americana, e quindi in qualche modo riflette un periodo storico socio-politico preciso, l’autore di questi racconti sembra sia più contemporaneo e devo dire mi stuzzica molto sopratutto per l’aver scritto Ho il diritto di distruggere me stesso, che però viene solo citato fra le sue opere di maggior successo e non credo sia ancora disponibile in italiano. (Voglio leggerlo! E in effetti esiste la traduzione in inglese… la prenderò al più presto)

La stessa casa editrice però ha pubblicato anche altri libri, quindi metto il link al sito in cui sono disponibili tutti i titoli pubblicati.
Dovrei controllare meglio anche alcune altre case editrici che hanno pubblicato vari autori giapponesi importanti e vedere se vi sono autori coreani, ma fino ad ora questo è quello che conosco.

Obarrao – Catalogo libri “In Asia-Corea”

Buona lettura!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: