Società, Corea del Sud, omofobia e tanti dubbi.

Sembra che oggi sia la giornata mondiale contro l’omofobia, il che mi ha ricordato una notizia letta qualche giorno fa riguardo il regista sud coreano Kim Jo Kwang Su (김조광수), che ha annunciato in una conferenza stampa, l’intenzione di sposarsi con il compagno Kim Seung Hwan (김승환), amministratore delegato(CEO) della casa di produzione Rainbow Factory, specializzata in film a tematica omosessuale, con il quale da 9 anni ha una relazione.

La Corea del Sud è uno di quei Paesi in cui le unioni omosessuali non sono riconosciute, pertanto il matrimonio della coppia, annunciato davanti ai media, vuole soprattuto richiamare l’attenzione sulla questione nella speranza di smuovere l’opinione pubblica affinché si inizi a lavorare in favore dei diritti della comunità LGBT locale. Per fare ciò il regista ha anche dichiarato di voler invitare al proprio matrimonio vari personaggi pubblici e politici, a partire dalla presidentessa Park Geun Hye.

La Corea del Sud leggendo su internet appare come un paese piuttosto omofobo in cui la comunità LGBT è in parte ghettizzata e in parte si ghettizza.
Sembra che sia molto forte, a livello culturale, l’idea che ci si debba sposare e fare figli per mandare avanti il nome della famiglia. Una coppia omosessuale, quindi sterile, non è ben vista già solo per questa idea.
Inoltre c’è anche un forte conservatorismo religioso (c’è anche lì una solida comunità cristiana tradizionalista)

Di contro la profonda contraddizione che si nota, sempre a livello di società, è che soprattutto il mondo dell’intrattenimento giovanile gioca con l’ambiguità sessuale, tanto che spesso guardando agli idol e al fanservice viene dichiarato da questo o quel gruppo di fan che “x” o “y” è omosessuale ma sicuramente non lo dichiererà mai per via del forte pregiudizio del Paese. Ossia sembrerebbe che vada bene giocare con l’omosessualità, ciò che non va bene è essere effettivamente omosessuali.

Esempi di fanservice in questo senso è fin troppo facile trovali, ma ci sono anche alcuni esempi di ciò che succede quando una celebrità decide effettivamente di fare coming out.

Il personaggio pubblico gay più famoso è probabilmente Hong Seok-cheon, attore, modello e ristoratore. Dal 2000, anno del coming out, le sue apparizioni in flm, serie tv e programmi televisivi si contano sulla punta delle dita. In particolare sono stati proprio i programmi tv quelli da cui è stato estromesso. Solo nel 2005 è apparso con i genitori in un talk show per parlare della sua vita dopo il coming out, e nel 2012 ha partecipato a Strong Heart.
Inoltre nel 2008 è stato presentatore per lo sfortunato reality Coming Out, sul canale tvN in cui i protagonisti di ogni puntata mostravano le difficoltà incontrate facendo coming out.
In occasione della conferenza stampa per la presentazione del programma alla domanda se aveva incontrato qualche altra celebrità gay di recente, ha risposto di aver incontrato la coppia di cui tutti parlavano sempre, senza però specificare a chi si riferisse. Da allora mi sembra sia rimasta l’abitudine da parte di varie fandom di supporre che questo o quell’idol kpop sia gay perché suo amico o frequentatore dei suoi ristoranti.
La verità è che bisogna avere delle spalle forti per dichiarare la propria omosessualità alla nazione, e lui seppur fra alti e bassi riesce a sopportare le difficoltà, ma rispetta coloro che invece scelgono di mantenere la propria sessualità nascosta.

Uno degli esempi più drammatici di coming out è quello di Kim Ji-hoo, modello e attore che dopo aver debuttato nel 2007, dichiarò la sua omosessualità nel 2008 proprio nel programma Coming Out. La reazione attorno a lui fu soprattutto di rigetto: messaggi offensivi e discriminatori sulla sua pagina web, la cancellazione di apparizioni tv e il non rinnovo del suo contratto. Alla fine evidentemente impreparato a questa situazione si è suicidato nello stesso anno.

Ho cercato informazioni in giro sul web, e si sa, quel che si trova non è detto che sia accurato.
Di certo la comunità LGBT sud coreana si trova nella situazione di molte altre comunità analoghe nel resto del mondo. Inoltre l’omosessualità non è considerata legalmente un crimine, come avviene in altri paesi, ma forse la sensazione è quella ugualmente dato un tweet di Dicembre proprio di Hong Seok-cheon: “Non avete idea di come sia frustrante essere trattato come un criminale quando non ho fatto niente di male. Lo grido a nome di tutti quelli come me. Anche se vorrà dire farmi male. Non riesco a dormire questa notte a causa delle spine nel mio cuore”.

 

TBC

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