Buon Compleanno hide

Ho già nominato questo musicista giapponese, Hideto Matsumoto (1964-1998), ma mi è difficile scriverne.

Il signor Mtasumoto Hideto, meglio conosciuto come hide (da non confondere con Hyde, altro musicista giapponese, cantante dei L’Arc en Ciel), è un’icona, ormai.

Come musicista aveva iniziato sempre da ragazzo insieme ad alcuni amici, formando gli Yokosuka Saver Tiger, ma il vero successo era giunto solo dopo essersi unito definitivamente alla formazione degli X nel 1987.
Con gli X ha segnato parte della storia musicale moderna giapponese, perché è il gruppo che ha portato il rock sulla grande scena, divenendo il primo gruppo giapponese a riempire stadi, congestionare strade, e suscitare il tumulto fino ad allora riservato alle rock star d’oltre oceano quali i Kiss.

Il suo ruolo all’interno degli X, poi chiamati X JAPAN (1993 – oggi), era quello di chitarrista assieme ad un altro signore, Ishizuka Tomoaki, meglio noto come Pata.



I due non sono mai apparsi come rivali. I loro stili musicali, nell’abbigliamento e sul palco sono stati sempre molto differenti, e anzi, se Pata appare tutt’oggi piuttosto riservato, hide di contro, pur rispettandone gli spazi e il carattere ha saputo coinvolgerlo non solo all’interno degli X JAPAN, ma anche del suo progetto solista hide with Spread Beaver.



Hide colpisce subito lo sguardo. I suoi vestiti, il trucco, le acconciature, sono impossibili da non notare.
Presenta un’immagine che “aggredisce” i sensi.
Sul palco si potrebbe dire, senza esagerare, che regnava.
Gli bastava uno sguardo per muovere le decine di migliaia di persone lì presenti. Sapeva come guardare e quando.
Ha un’immagine, in scena, tanto forte da essere tutt’ora, dopo la sua morte, uno dei musicisti più apprezzati.

Ma a colpire non è solo la sua immagine, hanno colpito anche la sua bravura musicale, il suo stile nel suonare con tutti i difetti e pregi, le sue chitarre, coloratissime e folli come il resto del suo personaggio.
Fra tutti i modelli di chitarre da lui utilizzate troneggia quello della “Yellow Hearts” Fernandes, ormai un simbolo.

Hide è stato a tutti gli effetti, e con tutte le implicazioni del caso, un musicista rock. Eppure è ben visibile in interviste, fuori scena, racconti, e anche azioni, che hide mantiene una certa riservatezza e quasi disagio spoglio dei “costumi di scena”. (intervista)
Chi fosse hide probabilmente possono saperlo più alcuni fan giapponesi di vecchia data, e soprattutto gli amici e i colleghi a cui era più vicino, ma sicuramente, come altri grandi personaggi, poteva essere molto lontano da quello che mostrava.

Resta un’icona perchè una generazione si è ispirata a lui, al suo modo di presentarsi, ai suoi testi, bellissimi, malinconici, pungenti, contorti, pieni di speranza, di amore, desideri e sogni. Forse questo si ama di hide. Il forte contrasto fra la sua immagine, colorata, vivace, diremmo “hyper”, e la sua anima inquieta, profonda, raminga.



Ha lasciato delle canzoni che sono quasi testamenti “spirituali”.
L’ultima, presentata in studio proprio ore prima della sua morte, intitolata Pink Spider, ancora fa discutere.



Era davver lui il ragno rosa della canzone che anelava alle ali della farfalla per volare, e che solo nella morte riesce infine a librarsi in aria? E’ un caso che sia l’ultima canzone prima della morte, così ambigua e di cui nessuno ha ancora dichiarato definitvamente la causa. Incidente? Suicidio?
Il silenzio dei colleghi, della famiglia e degli amici fa sì che nessuno possa dire con certezza cosa è successo.

Lo scalpore suscitato dalla sua morte è stato incredibile. I suoi funerali hanno registrato la presenza di decine di migliaia di persone. Fan disperati si vedono raggruppati o soli, in silenzio o scossi da forti singhiozzi, nelle riprese fatte quel giorno. Alcuni hanno tentato il suicidio, almeno uno è riuscito. Yoshiki, suo collega e amico, giunto direttamente da Los Angeles per i funerali, si è ritrovato quindi a fare un appello doloroso a tutti i fan: “Dobbiamo capire e accetare questa dolorosa realtà”, sperando di dissuaderli dal compiere gesti estremi.
Ma restano le sue canzoni, ancora molto amate, ancora ascoltate, ancora fonte di ispirazione per giovani musicisti e non in tutto il mondo.

I suoi album, sia da solista (hide your face), che con gli Spread Beaver, che con gli Zilch, mostrano un grande interesse per la sperimentazione. La sua musica è in effetti alternativa. Si allontana da quello che è il rock mainstream, e inizia ad esplorare il mondo dell’indie.
Gioca con i suoni degli strumenti, con i ritmi, con l’uso delle tecnologie più moderne, con la voce…



Fra i fan e amici di hide si possono nominare molti musicisti della scena musicale nipponica, a partire da Sugizo dei LUNA SEA (gruppo che fu proprio hide a presentare a Yoshiki), finendo ad alcuni oltre oceano fra cui, sembrerebbe anche Marilyn Manson (che secondo alcuni avrebbe tinto i capelli di rosso nel ’98 proprio in ricordo di hide, un gesto compito da vari musicisti, fra cui lo stesso Sugizo).

Tutt’oggi, il fan club ufficiale continua ad organizzare lo “hide birthday party” in occasione del suo compleanno, una sorta di concerto in cui vari musicisti che a lui si sono ispirati o che con lui hanno lavorato, suonano cover e pezzi originali.
Non mi risulta vi sia l’abitudine di commemorarne la morte, avvenuta il 2 Maggio 1998. Solo nel 2008 venne organizzato un mega concerto di due giornate, chiamato “hide memorial summit” che presentò 18 artisti legati a hide in qualche modo, dagli X JAPAN ai Daizy Stripper.

Hide ever free, davvero lui “ha ballato fino alla fine”.



Come molte altre persone in tutto il mondo ho voluto ricordarlo nell’anniversario della nascita. Un giorno prezioso per i fan che continuano ad amarlo.
Auguri Pink Spider, ovunque tu sia.

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Angel Su, addio.

Ancora una volta Xia Junsu ci mostra un’immagine unica e coraggiosa.
Se ai tempi dei TVXQ si era ritrovato, in generale, a coprire il ruolo del ragazzo “cute” e “innocent”, ora, solista ancor di più che all’interno dei JYJ, esprime con ambiguità la propria sensualità.

Fin dal debutto solista era chiaro che la direzione intrapresa non era quella dell’angel Xia tanto amato dai fan, bensì quello del ragazzo sexy e provocante di Intoxication (egualmente apprezzato).

Il video appena uscito “Even though I already know” è probabilmente un montaggio delle riprese fatte girando Tarantallegra, anche se vi è visibile una storia che segue forse il testo (di cui purtroppo ancora non so la traduzione).
La sonorità della canzone di per sé non ha nulla di particolarmente diverso da altre ballad dolci quali “I hate love”, e mette bene in mostra la qualità vocale di Junsu.
Il video invece è molto particolare.

Junsu è presente in tutti i vari “personaggi” già visti in Tarantallegra, ma qui presentati con maggiore calma.
All’inizio non mi è piaciuto vedere le stesse immagini di Tarantallegra rimescolate e prese da angoli diversi, ma entrando mano a mano nella canzone ho iniziato ad apprezzare il lato artistico (?) mostrato.
Junsu gioca, credo, non tanto con la propria sessualità, ma con sé stesso. Non è una questione di sentirsi più o meno uomo o donna, sexy o timido, quanto piuttosto un prendersi e ricrearsi un’immagine nuova. Diversa.
Sì, si veste da donna, sì appare anche con trucco e abiti androgini e sì si mostra provocante e con quella virilità un po’ molle che sembra assai di moda ai giorni nostri, eppure non una di queste sue interpretazioni appare come una presa in giro o come una provocazione. Lui semplicemente cambia, sembra aver acquisito un’identità tanto forte da permettersi di stravolgerla.
Non credo nenanche che si metta in discussione, lui ora ha la libertà, prima di tutto mentale, di assumere questi ruoli così particolari e ambigui, rimanendo sempre Xia. Un giovane cantante sud coreano, membro dei JYJ, amato da numerosi fan sparsi in tutto il mondo, che ha concluso con successo il primo tour mondiale da solista e che finalmente può esprire quel carisma che fino ad alcuni anni fa sembrava più un capriccio che reale potenziale.

Il video alla fin fine lascia con un senso generico di confusione, non si capisce bene cosa si sia visto.
Eppure trasmette quell’impressione che ci sia dentro molto più di quel che sembra. Il finale da questo punto di vista è emblematico. Il “bacio” fra Xia ragazza e Xia ragazzo, data la consapevolezza (trasmessa dal video stesso) che entrambi sono Xia lascia la porta aperta a molte congetture, implica un messaggio molto ambiguo che, volendo, può turbare. O forse è semplicemente ridicolo, o non vuol significare niente.

Note:

– L’immagine che chiamo Angel Xia in realtà apparteneva più alla sfera pubblica fuori dal palco, durante gli MC, in interviste, offshot etc. L’immagine generale dei TVXQ era comunque carismatica, e soprattutto verso la fine, epoca Mirotic, era piena di sensualità.

– Tutt’ooggi Xia si presta a mostrare la sua famosa Angel Pose, e in generale durante MC, interviste e interazioni con Jaejoong e Yuchoon può ricordare lo Xia dei vecchi TVXQ.

– Il video era stato già mostrato, ad esempio, durante il concerto in Germania.

Cosa bolle in pentola

In questo periodo di assenza ho continuato ad avere pensieri ricorrenti:

-vorrei scrivere un post come quello sul giapponese ma parlando del coreano.
– vorrei scrivere a riguardo di alcuni gruppi che credo siano fondamentali nella storia locale dell’industria musicale.
– vorrei parlare del teatro giapponese
– vorrei parlare del jultagi coreano
…troppe cose.

Ma le ultime settimane mi hanno fatto sorgere nuove curiosità e osservazioni.

Al momento sto cercando materiale riguardo agli incidenti mortali e non delle celebrità coreane.

Per ora posso solo dire che lo spunto mi è stato dato dall’incidente del gruppo femminile SECRET avvenuto alcuni giorni fa, in cui fortunatamente nessuno è rimasto ucciso né sembra in pericolo di vita.
Ancora conosco molto poco degli altri incidenti avvenuti in passato ad altri gruppi.
Mi viene alla mente quello di alcuni membri dei Super Junior nel 2007, che vide Kyuhyun in serio pericolo di vita e lo costrinse ad assentarsi dalle scene per 5 mesi. Non dimentico neanche quello dei TVXQ nel 2004. E, purtroppo l’ho scoperto solo in questi giorni documentandomi, vi è sempre nel 2004 quello dei WANTED un gruppo r&b, che solo recentemente ha ripreso le attività, e che ha visto la morte di uno dei giovanissimi membri Soh Jae Ho (22 anni).
Ma sono moltissimi gli incidenti che riguardano le celebrità coreane, e non dico che siano giornalieri, ma sicuramente sono molto frequenti, anche se per fortuna non sempre gravi.
Oltre alla frequenza, si nota come la maggior parte avvengono nel cuore della notte di ritorno dall’ultimo impegno della giornata e sono spesso dovuti a stanchezza. Ma appunto, è qualcosa su cui ancora so molto poco. Di certo le hectic schedules a cui i gruppi e lo staff sono sottoposti contribuisce.

Ma vi è anche un altro argomento che ho fino ad ora solo accennato e che invece ho scoperto più rilevante di quel che pensassi: le couple che vengono formate nei gruppi.
Volevo parlare da un po’ di tempo, ossia da quando è esploso lo scandalo (?) di IU e Eunhyuk, ma proprio per evitare di diffonderlo ancora di più o evitato. Ora che almeno su internet (perché in Corea non mi è ancora chiaro cosa stia succedendo) le acque si sono calmate si può parlare del lato divertente (e neanche tanto dato gli incidenti spiacevoli causati da fan delusi e antifan) della faccenda.

Infine l’uscita del nuovo video di XIA mi ha incredibilmente colpito. E questo sarà il mio prossimo post.

Voci precedenti più vecchie