Art of Life, Yoshiki e Without You

Da alcuni giorni mi ritrovo a contemplare l’idea di prendermi mezz’ora di tempo, di nulla, e riascoltare Art of Life degli X JAPAN.

Per chi non lo conoscesse è un pezzo lungo, registrato dura poco meno di mezz’ora, live nel ’93 poco più. Ma vale la pena cercarlo, ascoltarlo, e seguirne il testo (interamente in inglese).

Ma perchè questo desiderio? Per colpa di un messaggio su fb di Yoshiki, che alcuni giorni fa stava pensando se scrivere Art of Life 2. Shock!

Persone ben più competenti di me ammirano Art of Life musicalmente, io sì posso dire che è bella ma non saprei giustificare a fondo questa affermazione. Il testo è invece qualcosa su cui mi sono potuta soffermare, o per dirla tutta, è il testo ciò che anni fa mi convertì in un colpo solo agli X JAPAN e a Yoshiki. Ho ricordi dolci – amari di quando sono entrata in possesso di questo CD, il primo che acquistavo del gruppo, e tutt’oggi ritengo che sia uno dei più bei testi che abbia mai visto.

Da qui la sorpresa nel leggere il post di Yoshiki.

Art of Life non è solo un pezzo articolato musicalmente, ma nasce da una situazione emotiva precisa, descrive un passaggio, un percorso definito: l’uscita da uno stato depressivo in tutta la violenza, frustrazione, sofferenza e affermazione che porta.
Ma questo era Art of Life nel 1993.

Allora mi sono chiesta cosa è che ha di tanto “forte” da volerlo mettere in un pezzo che porti lo stesso di nome di Art of Life? Se mai questo pezzo vedrà la luce, cosa vi si troverà?

Art of Life è secondo me un baratro, in cui ci si perde e ci si ritrova nell’arco della mezz’ora, accompangati dalla musica degli X JAPAN e dalla voce di ToshI E’ un pezzo che ammetto, alle volte mi spaventa perché mi sopraffà. E contando il vissuto di Yoshiki negli ultimi vent’anni, lasciando da parte le antics recenti, mi chiedo se questa Art of Life 2 a cui ha accennato porti un altra visione, una sensibilità diversa al mondo, un emotività mutata…

Yoshiki ha già dimostrato di avere una grande capacità espressiva quando ha qualcosa da dire, e il tutto viene amplificato dalla voce di ToshI. Si pensi a Without You, scritta di getto dopo la morte improvvisa di hide (chitarrista degli X JAPAN) e mai fatta cantare ad altri se non da ToshI.
Ha aspettato fino alla reunion del 2008, e a mio parere quella sera del 28 Marzo ho assistito e preso parte a qualcosa di irripetibile, perché non ci sono parole che descrivano l’atmosfera creatasi: qualcosa di assolutamente palpabile, quasi solido, e al contempo delicatissimo, inesistente.

E poiché Art of Life è oggettivamente lunga posto proprio Without You. Il testo è in pratica una lettera, o come viene detto alla fine “una canzone d’amore” per hide, in cui viene espressa l’amarezza e il senso di solitudine, i ricordi dolci che si velano di malinconia e il desiderio forte di incontrarsi ancora. Quando la ascoltai la prima volta, appunto al Tokyo Dome, tutto ciò che capivo erano le parti in inglese e alcune parole giapponesi come amare, solitudine, abbracciare… ma il testo è più complesso, ed è incredibilmente dolce e painful.

Without You – X JAPAN

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