Lingue straniere

Ieri riflettevo camminando per le vie della città… mi ritrovo oggi con una base di giapponese, e un accenno di coreano, lingue che mi affascinano moltissimo ma che forse non sono le più handy in Italia.
Certo grazie al giapponese ho avuto modo di fare molte esperienze bellissime, conoscere persone e visitare luoghi che non nego, vorrei davvero rivedere, ma la lingua che realmente mi è stata più utile fino ad oggi è senza dubbio l’inglese.

In questi stessi giorni se non parlassi un minimo di inglese non potrei comunicare in molti casi.
Quando ero più piccola odiavo questa lingua, mi risultava ostica, non ne trovavo l’uso. Ma nel tempo è prevalentemente grazie ad essa che ho potuto fare ciò che ho fatto negli ultimi 7-8 anni.

Oggi come oggi potrei non amare l’inglese come un tempo, e non a caso mi sto interesando anche allo spagnolo e al francese (o forse sono cause di forza magiore?!?), eppure lo continuo a trovare immensamente comodo.

Ci sono anche episodi “buffi” come l’altro giorno in libreria quando ho trovato sugli scaffali “Venivamo tutte dal mare” di Julie Otsuka e leggendo la trama mi sono chiesta come mai avesse scritto due libri praticamente uguali (stavo infatti già leggendo un suo libro), ma poi ho realizzato che i due libri erano in realtà lo stesso, semplicemente io lo stavo leggendo in lingua originale e il titolo era diverso (The Buddha In The Attic). Tra l’altro trovo, a libro concluso, molto più evocativo il titolo originale rispetto al quasi inspiegabile adattamento italiano. Ma è una mia opinione.

Leggo molto in inglese, e se all’inizio era per esercitarmi e approfondire la lingua, nel tempo è diventata più che altro un’abitudine.

In realtà consiglio vivamente di coltivare la lettura in lingua inglese, ci sono molti paperback assai più economici delle versioni in italiano, e spesso disponibili prima dell’uscita in Italia. Diciamo che di questi tempi poter spendere una decina di euro su un libro che in italiano sta intorno alla ventina può essere comodo (non sempre la differenza è così eclatante ma ci sono anche casi del genere).
Inoltre a contrario dei libri in giapponese (dove il prezzo di copertina sale alle stelle per via delle enormi spese di spedizione), sono spesso disponibile e ordinabili nelle normali librerie.

Negli ultimi mesi comunque ho avuto modo di scoprire come lo Spagnolo sia effettivamente una lingua utilissima, e per questa e altre ragioni sto iniziando ad impegnarmi per diventare fluente anche lì. Il francese ultimamente lo ascolto spesso, ma sinceramente ancora lo trovo misterioso e rido da sola delle facce che faccio quando mi viene detto qualcosa che proprio non capisco.
La lingua che invece sto iniziando a capire più di come possa effettivamente parlarla è il coreano, d’altronde come saprà chi studia lingue, è una fase dell’apprendimento.

Mi piace studiare le lingue! Rivelano così tanto della cultura e mentalità di un posto. Anche se fino a che non ho iniziato a studiare il giapponese non me ne sono resa conto.

Sono così contenta e divertita in questi giorni che augurerei a tutti di ritrovarsi come me ora, a parlare mescolando 3-4 lingue e incredibilmente, capendosi.

Everyone let’s work hard studying foreign languages!

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